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Classi Diagnostiche di Agoaspirato Tiroideo

Lo scopo principale dell’ agoaspirato è distinguere i pazienti che devono essere sottoposti a trattamento chirurgico per la presenza di un nodulo tumorale o sospetto tale da quelli che possono essere seguiti nel tempo perché portatori di patologia benigna.

Al fine si rendere quanto più possibile omogeneo e comprensibile il referto citologico sono state formulate delle classi diagnostiche universali (sulla scia della classificazione americana di Bethesda), identificabili con un codice numerico. La classificazione attualmente seguita dai citopatologi italiani ovvero il Consensus 2014 della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica (SIAPEC) prevede le seguenti cinque categorie:

Tir 1. Non diagnostico. Si tratta di casi scarsamente cellulati o fortemente ematici per i quali non è possibile formulare un orientamente diagnostico. In tali casi è necessario ripetere l’ ago aspirato cercando ove possibile, di attendere almeno un mese. Il “rischio” di una diagnosi Tir 1 è scongiurato qualora si effettui la valutazione e di adeguatezza estemporanea (ROSE).

Tir 2. Benigno. Rappresenta il 60-75% dei risultati e comprende i noduli colloidei o iperplastici, le tiroiditi e le cisti benigne. In questi casi il prosieguo dell’ iter è rimandato all’ endocrinologo che valuta la necessità di una eventuale terapia medica o chirurgica in caso di gozzi di grosse dimensioni.

Tir 3. Lesione follicolare. Rappresenta la categoria più controversa anche perché più eterogenea. Comprende infatti tutte le lesioni a pattern di crescita follicolare sia di tipo iperplastico che le neoplasie follicolari benigne e maligne. Data tale eterogeneità e dato il conseguente diverso trattamento che queste lesioni comporta questa categoria è stata recentemente ulteriormente suddivisa in due sottogruppi:

TIR 3A (lesione follicolare a basso rischio): gruppo eterogeneo, con un basso rischio atteso di malignità (circa il 5-15%) che comprende prevalentemente i noduli follicolari iperplastici;

TIR 3B (proliferazione follicolare o sospetta neoplasia follicolare): comprende tutte le neoplasie follicolari non potendosi differenziare gli adenomi dai carcinomi sulla base di soli criteri citologici; in questi casi il rischio atteso di malignità è di circa il 20-30%.

L’atteggiamento in questi casi dipende dalla clinica, dalle caratteristiche ecografiche e dimensionali del nodulo, dall’età e dalla storia del paziente. Per il TIR 3° il suggerimento operativo è la ripetizione dell’agoaspirato entro sei mesi e rivalutazione anche in base alla clinica ed all’imaging. Per il TIR 3B è indicato l’ intervento chirurgico.

Tir 4. Sospetto. La diagnosi di sospetto (TIR 4) comprende lesioni con caratteri citologici che suggeriscono ma non mostrano in modo decisivo caratteri di malignità o con cellularità insufficiente. L’indicazione è chirurgica, preceduta dalla ripetizione dell’ agoaspirato solo se occorre ulteriore materiale per una più adeguata definizione diagnostica.

Tir 5. Maligno. La diagnosi di malignità (TIR 5) rappresenta circa il 5% degli agoaspirati: comprende carcinoma papillare, carcinoma midollare, carcinoma anaplastico, linfomi e metastasi. È raccomandata l’exeresi chirurgica per i carcinomi differenziati, pianificata sulla base dei dati clinici e strumentali. Il carcinoma anaplastico, il linfoma e le lesioni metastatiche necessitano di un ulteriore inquadramento prima della eventuale opzione chirurgica.

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