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Carcinoma Papillifero

carcinoma papillifero ecoIl Ca capillifero (PTC) è il più frequente dei tumori maligni tiroidei. Si presenta solitamente come un nodulo di dimensioni variabili e di consistenza aumentata (se palpabile). I dati clinico/anamnestici aiutano nell’ orientamento diagnostico soprattutto quando il nodulo insorge età giovanile, in soggetti di sesso maschile, quando il nodulo è singolo o quando vi sia familiarità o una storia di esposizione alle radiazioni ionizzanti. Anche caratteristiche ecografiche come i margini irregolari o la presenza di microcalcificazioni sono utili nell’ inquadramento diagnostico. Tuttavia il sospetto potrà essere confermato solo tramite l’ esame citologico.

carcinoma papillifero 2resIl quadro citologico del carcinoma capillifero è rappresentato da tireociti in arrangiamento papillare con nuclei atipici (incisure nucleari, pseudo nucleoli), cellule giganti multinucleate e microcalcificazioni.

Il carcinoma papillifero può manifestarsi come un nodulo “intratiroideo” di dimensioni variabili o, in una minore percentuale di casi, come un nodulo anche piccolo ma infiltrante la capsula tiroidea e i tessuti peritiroidei. Nel 30% dei casi è multifocale con possibilità di riscontro di foci neoplastici anche nel lobo controlaterale. La principale via di diffusione del carcinoma capillifero è la via linfonodale ai linfonodi laterocervicali, sovraclaveari e mediastinici.

Lo studio delle caratteristiche molecolari del carcinoma papillifero ha permesso di identificare un oncogene (BRAF) la cui mutazione è stata scoperta essere l’ evento genetico più comune nel PTC (approssimativamente nel 40-60% dei casi di PTC).
Molti studi recenti hanno associato la presenza di questa mutazione con le varianti più aggressive del PTC. E’ perciò stato suggerito che la mutazione BRAF possa essere un nuovo marker molecolare per la prognosi e un target effettivo per il trattamento dei carcinomi papilliferi della tiroide.

pseudonucleolo di carcinoma papilliferoresLa terapia del carcinoma papillifero si basa fondamentalmente sull’intervento chirurgico a cui, a seconda della stadiazione istologica, puà seguire la terapia con radio-iodio (131I). Per quanto riguarda l’ intervento chirurgico, generalmente viene effettuata una tiroidectomia totale, anche tenendo conto della possibile multicentricità dei foci neoplastici. Lo svuotamento dei linfonodi laterocervicali viene effettuato qualora i linfonodi siano aumentati di volume o ecograficamente sospetti. (vedi monografia sulla chirurgia tiroidea)

Nel follow-up post-operatorio i pazienti eseguiranno periodici controlli ecografici della regione cervicale e valutazione sierologica della tireoglobulina che è un ottimo marker della presenza di residui neoplastici o metastasi.

La prognosi del carcinoma capillifero è generalmente eccellente. I fattori prognostici che indicano un basso rischio sono rappresentati dall’età inferiore ai 40 anni, dalla presenza di lesioni monofocali, dalle dimensioni inferiori ai 3 cm, dall’assenza di infiltrazione locale e di metastasi a distanza.

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